
Più ci penso, più approfondisco e più sono convinta che l’alimentazione sia alla base del nostro benessere. E mentre me ne convinco sempre di più non riesco a comprendere come in tanti non ci si renda conto di quanto ci facciamo del male ingerendo cibo spazzatura, industriale, eccessivamente raffinato e processato.
In età matura ho imparato, e continuo a farlo, ad ascoltarmi, a capire cosa e chi non va bene per me, per la mia vita, per la mia giornata. Il mio organismo con l’ingresso nella menopausa, si è evidentemente adattato ai cambiamenti che la stessa comporta, e mi sono adagiata nella credenza che menopausa significa chili in più, pancetta, stanchezza e chi più ne ha più ne metta.
Ma in questo processo evolutivo che chiamiamo vita, ho capito che, per il mio benessere psico fisico, non posso rinunciare ai miei allenamenti di pilates reformer, alle lunghe camminate, possibilmente nella natura, e alla ricerca di un cibo più possibile naturale e soprattutto adatto a me. E così cammin facendo ho scoperto, ad esempio, di aver accumulato una dose eccessiva di glutine che ha comportato un appesantimento in termini di chili e di percezione, una stanchezza eccessiva e un non sentirmi a posto. Da diversi mesi ho eliminato il glutine dalla mia alimentazione e posso dire di stare molto meglio: mi sento molto più “leggera”, meno gonfia, la pancia si è ridotta notevolmente insieme al senso di stanchezza. E ho anche scoperto che tanti alimenti che l’industria alimentare ci propone possono essere preparati in casa in breve tempo e con poca fatica, senza la scusa della mancanza di tempo o del non essere bravi in cucina: io non amo cucinare, eppure mi da soddisfazione preparare l’hummus, o delle polpette vegetali con ciò che ho in casa o il banana bread per la colazione del mattino dopo.
Un cambio di prospettiva, di abitudini e soprattutto un atto d’amore verso me stessa!