DIEN CHAN – Riflessologia facciale vietnamita

Oggi voglio dedicare uno spazio ad una tecnica vietnamita relativamente giovane, nata nel 1980 grazie agli studi del Prof. Bùi  Quòc Chau insieme alla sua equipe di medici agopuntori.

Ho avuto modo di studiarla durante la pandemia seguendo un corso online e anche in questo caso ho colto ciò che per me rappresenta l’essenza della riflessologia, la meraviglia dell’essere un tutt’uno, del micro che fa parte del macro in maniera puntuale, dell’energia di cui facciamo parte.

Ciò che mi affascinò molto durante il corso, fu il racconto della nascita del Dien Chan: durante la guerra del Vietnam o, meglio, dopo la stessa, il numero dei malati era esorbitante, sia tra i civili che tra i militari. I medicinali non erano sufficienti per curare tutti e così nacquero gli ospedali di categoria A, B e C dove venivano sistemati i malati in base alla gravità. Nella categoria C rientravano i malati terminali che venivano seguiti da agopuntori e terapeuti naturali con lo scopo di alleviare loro il dolore. E’ in uno di questi ospedali che il Prof. Bùi  Quòc Chau ebbe a che fare con un uomo che soffriva di forti dolori alla schiena e non sopportava di essere toccato neanche nel resto del corpo. Il professore di soffermò sul suo viso, una parte del corpo con la quale non era ancora entrato in contatto, e notò che in vietnamita la parola che si usa per indicare il setto nasale ha la stessa radice di quella che indica la colonna vertebrale: convinto che la corrispondenza andasse al di là dell’assonanza, l’indomani cominciò a studiare il setto nasale del paziente e a trattarlo come fosse il suo rachide, fino a quando, individuata una zona del naso che doleva, al centro della stessa conficco’ un ago: il paziente non percepì alcun dolore sul naso e improvvisamente sparì il dolore alla schiena. Da quel momento il professore ebbe la conferma che anche sul viso è riflesso interamente il nostro organismo e cominciò a studiare e ad approfondire fino a individuare circa 600 punti riflessi.

La medicina vietnamita sostiene che tutto cio che ha la stessa vibrazione, la stessa frequenza, vive in sinergia, ad esempio la colonna vertebrale con il naso, il collo con il polso e con la caviglia. Ho imparato che in caso di dolore e tensione al collo, alle vertebre cervicali, metto il pollice dentro la mano e con il pugno faccio un centinaio di giri dei polsi ed è come se lo facessi con il collo, senza andare a insistere però sulla parte dolorante. Un po’ come la riflessologia plantare che ti permette di agire su una spalla dolorante, per esempio, senza toccare la zona interessata evidentemente dolorante e non pronta a essere manipolata.

Il volto viene da tante culture considerato lo specchio dell’anima, in vietnamita si dice “specchio faccia” per sottolineare la sua funzione di riflettere l’intera persona. Pensiamoci: quando guardiamo in viso una persona siamo in grado di capire, senza analisi approfondite, se sta bene o male, se è felice o meno. La faccia è molto vascolarizzata e innervata e la sua anatomia permette ai suoi muscoli di esprimere tutti i sentimenti della persona come nessuna altra parte del corpo sa fare.

La particolarità di questa tecnica è la sua pluridirezionalità, nel senso che non prevede un’unica corrispondenza: ogni punto riflette diverse parti del corpo e ogni parte del corpo ha diversi punti di riflesso.

Personalmente uso e consiglio il Dien Chan con ottimi risultati soprattutto nei casi infiammatori, come faringite e laringite; utilizzo un cercapunti oppure massaggio la parte o le parti riflesse corrispondenti. Il testo che ho utilizzato per studiare e a cui faccio riferimento costantemente, anche per scrivere questo articolo è: Dien Chan, multiriflessologia facciale vietnamita, Manuale del corso pratico di base a cura di Truong Thi My Le.

E vorrei concludere con quelli che sono alcuni tra i principi fondamentali del Dien Chan che rispecchiano tanto anche il mio il pensare, o meglio, il mio sentire:

Il corpo umano è un piccolo universo

Il corpo ha la capacità di autoregolarsi

Ogni malattia deriva da uno squilibrio energetico, da una disarmonia

Ci sono tanti modi per curare lo stesso disequilibrio

Tutto è relativo

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