Un weekend a Torino

Ero già stata a Torino, in estate, questa volta ho trascorso nella città l’ultimo week end di febbraio e devo dire che mi ha ricordato tantissimo Parigi, per i suoi colori e i suoi palazzi antichi.

Abbiamo alloggiato in una casetta mansardata sui tetti del centro storico, posizione super comoda, a due passi dalla Mole, da Piazza Vittorio Veneto (sede in quei giorni di CioccolaTò, la fiera del cioccolato) e dalle principali attrazioni della città.

Venerdi poco dopo il nostro arrivo abbiamo mangiato una pizza veramente ottima da Wemà, in via Bogino 6, ingredienti di qualità e personale molto accogliente. E’ necessario prenotare, sono previsti diversi turni, e hai un’ora a disposizione durante la quale sei servito con velocità, simpatia e professionalità.

Sabato mattina, dopo una passeggiata siamo stato a bere un caffè al Circolo dei lettori, sempre in via Bogino, un centro culturale in cui si svolgono presentazioni, laboratori, spettacoli, reading, ma dove puoi semplicemente affacciarti per la colazione o per prendere un caffè, come nel nostro caso. E dico affacciarti perché è all’interno di un palazzo del ‘600 (Graneri della Roccia) che ti accoglie con una scalinata importante che ti conduce a delle magnifiche sale https://torino.circololettori.it/.

Tappa successiva che consiglio vivamente se amate la fotografia, il Museo CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, dove fino al 2 giugno 2025 troverete la mostra di Henri Cartier Besson e l’Italia: 160 fotografie vintage che ripercorrono il rapporto dell’autore con il nostro paese, iniziato negli anni Trenta e proseguito sino agli anni Settanta.

Non è richiesta la prenotazione e sono previsti sconti e accesso gratuito per varie categorie di persone.

Se ami il cibo vegano prenota con anticipo il tuo pranzo o la tua cena al ristorante L’Orto già salsamentario, in via Monferrato 14/A, personalmente ho optato per il menù degustazione veramente buono e ottimo il rapporto qualità prezzo, locale molto carino e accogliente.

Durante la passeggiata per le vie del centro abbiamo assaggiato il bicerìn, (letteralmente bicchierino) una bevanda calda e analcolica tipica di Torino a base di caffè, cioccolato e crema di latte. Non amando le file abbiamo deciso di dare fiducia ad un bar pasticceria diverso da quello di Guido Gobino e devo dire che il bicerìn ci è piaciuto tanto!

Ancora un ultimo suggerimento per chi ama andare per musei, andate al Palazzo Carignano al cui interno trovare il Museo Nazionale del Risorgimento italiano, uno spaccato di storia veramente rappresentativo, per non parlare della maestosità della Camera del Parlamento Subalpino, visita consigliatissima.

Domenica mattina, prima di lasciare la nostra meta siamo saliti a Superga, noi in auto ma abbiamo notato che c’è anche la possibilità di utilizzare il tram, dove sorge la Basilica che domina Torino dall’alto, siamo a 670 metri slm. https://www.basilicadisuperga.com/it/

Superga è nota anche per l’incidente aereo che avvenne nel maggio del 1949 quando un aereo, con a bordo la squadra di calcio del Torino, si schiantò sulla Basilica, dove oggi sorge una lapide.

Ultimo consiglio, andando via da Torino ci siamo fermati a Ivrea a visitare il museo dell’Olivetti, un tuffo nel passato tra macchine da scrivere, calcolatori e i primi computer. Per me, che ho avuto la fortuna di usare una macchina da scrivere, è stata una visita molto piacevole.

Al prossimo viaggio!

Salendo per l’Italia

Durante gli anni trascorsi in Puglia ci è capitato diverse volte di partire in auto da Brindisi per raggiungere le mete di alta montagna per le vacanze estive. E in queste “risalite” abbiamo avuto la fortuna di visitare posti diversi dove abbiamo fatto tappa.

La cosa più bella di questi viaggi è stata scoprire come a distanza di pochi chilometri abitino persone con accenti diversi, modi di fare differenti e svariati approcci, l’Italia è così una sorta di melting pot!

Sicuramente, una volta abbandonata la Puglia, vale la pena uscire dall’autostrada e concedersi il lungomare abruzzese per ammirare i trabocchi, storiche palafitte da pesca che trovate tra Vasto e Ortona. Sono oggi patrimonio culturale, molto suggestivi, alcuni trasformati in ristoranti, sono costruiti con tronchi di aleppo.

Non lontano da Vasto, verso l’interno, fate un salto alla cantina di Casal Bordino (https://vinicasalbordino.com/): potrete acquistare del buon vino a prezzi veramente onesti.

Tornando sulla costa, e percorrendo percorsi alternativi all’autostrada, ci siamo fermati all’ora di pranzo a Fossacesia Marina dove, sul lungomare, abbiamo trovato un’ottima gastronomia di mare, la Sardella, assolutamente da provare se si ha voglia di un pranzo veloce, semplice e molto gustoso.

Una volta arrivati nelle Marche ci si può fermare a Porto San Giorgio dove è molto piacevole passeggiare sul bagnasciuga, la sabbia è dura e battuta, non presenta pendenze e la spiaggia è molto lunga. Chi ama, come me, passeggiare sul bagnasciuga rigorosamente a piedi nudi apprezzerà sicuramente questo suggerimento. Troverete inoltre vari locali dove fermarvi a mangiare qualcosa.

A pochi chilometri da Porto San Giorgio, verso l’interno fate una sosta a Fermo, una cittadina che conserva un centro storico medievale praticamente intatto, dominato dalla cattedrale di Santa Maria Assunta. E’ una zona a cui sono legata perché casa dei miei padrini, persone conosciute dai miei genitori durante una vacanza in montagna alle quali, alla mia nascita, venne chiesto di battezzarmi e lo fecero per procura. Negli anni ci siamo incontrati poche volte ma ci ha sempre legato un affetto sincero e disinteressato.

Continuando nel nostro viaggio verso il nord Italia abbiamo fatto una sosta a Montegridolfo, si trova all’altezza di Pesaro, verso l’interno. Un borgo antico, con meno di 1000 abitanti, ristrutturato con molta cura che vale la pena di vedere.

Altro borgo caratteristico è Gradara si trova poco più su di Pesaro, prima di arrivare a Cattolica, a meno di mezz’ora di auto da Montegridolfo. È sicuramente da vedere ma, per i miei gusti, troppo turistico sotto ogni punto di vista, non gli dedicherei più di un’ora o qualcosa in più se si ha interesse a visitare il castello, la Rocca di Gradara.

Sempre in zona, vi consiglio invece Torriana, una buona alternativa a San Marino, che, per quanto abbia un certo fascino, è troppo caotico e turistico. Noi siamo stati alla Tenuta Silani, in mezzo alla natura, lontano dal caos e dal traffico. Cena con vista collina veramente piacevole, accoglienti e carini i ragazzi che gestiscono il ristorante Bucolica (gestione separata rispetto all’albergo), si è mangiato molto bene con la compagnia della luna piena. Peraltro ricordo con piacere che nonostante fossimo nel pieno di un’ estate afosa, la sera cenando all’esterno si stava divinamente con una giacca!  Da qui l’indomani mattina, prima di proseguire il nostro viaggio verso le Dolomiti ci siamo fermati, sotto consiglio della gestrice della Tenuta, a Santarcangelo di Romagna, un piccolo borgo medievale a 10 chilometri da Rimini, molto carino e accogliente: mentre mi concedevo un caffè al tavolino ho osservato le persone del posto che si muovevano per le commissioni del mattino, molte in bicicletta altre a piedi, in maniera molto serena e calma; la mia percezione di persona abituata a vivere in città e alla ricerca della pace e della quiete del piccolo paese e della natura mi porta a pensare che mi ci vedrei bene in una realtà di quel tipo!

Sempre in Emilia-Romagna, poco prima di Imola, una sosta che ricordiamo con piacere è quella fatta a Faenza e, in particolare a Villa Abbondanzi, un resort ricavato da una villa neoclassica immersa in un parco: arrivati nel pomeriggio, lasciati gli zaini in camera messo costume e rilassati in piscina, dove abbiamo trascorso la serata fino alla cena che abbiamo consumato all’interno della struttura: la cosa ancora più piacevole è stata la passeggiata dopo cena nella tenuta, quindi in mezzo al verde in totale pace e tranquillità. Siamo ripartiti l’indomani mattina senza visitare Faenza! Ebbene si, per noi solo natura e totale relax anche se, agli amanti delle maioliche, piacerà visitare il Museo nazionale delle Ceramiche.

Altra sosta che consiglio è Bassano del Grappa cittadina medievale molto carina, curata, godibile che merita una visita.

Se invece andando o tornando dalla montagna avete voglia di visitare una città a misura d’uomo, tranquilla, pulita, un salottino che vi accoglie, fermatevi assolutamente a Udine. Ho avuto la fortuna di andarci diverse volte nell’ultimo periodo e devo dire che me ne sono innamorata, il centro storico è veramente bello, si passeggia piacevolmente anche se piove, in questo caso ci vengono in aiuto i portici, ha scorci suggestivi, passeggiando ti trovi davanti il Duomo nella sua semplicità e maestosità, per non parlare della chiesa sconsacrata di San Francesco che trovo veramente bella. Io amo le facciate sobrie, pulite, povere, se avete i miei stessi gusti vi piacerà sicuramente. Per la colazione vi consiglio il bar sotto i portici difronte all’edicola della piazza dove sorge l’ex chiesa di San Francesco, verrete accolti da un clima giovane, cordiale e sorridente, troverete ottime paste e, nel mio caso, un ottimo cappuccino di soia.

A pranzo sosta all’Osteria dei Barnabiti, buon cibo, ottima accoglienza, vi consiglio di provare il cotto col kren, per me è stata una scoperta, convinta di odiare il rafano, ho qui assaggiato quello vero, la radice grattata, il kren appunto, e mi sono completamente ricreduta, viene servito in abbinamento a prosciutto cotto tagliato grossolanamente e scaldato.

Per la cena vi segnalo il Leon d’oro, anche questa un’osteria molto accogliente in cui ho mangiato delle ottime polpette al sugo e ho assaggiato il dolce tipico locale, la gubana, il dolce tradizionale delle feste natalizie, simbolo di augurio e prosperità, che viene servito con la Slivoviz, famosa acquavite ottenuta dalla fermentazione delle prugne. Per cena anche l’Ostaria la Tavernetta merita, è più un ristorante, anche i prezzi sono ovviamente e giustamente più alti, ma credetemi, che ho mangiato davvero bene, peraltro menu vegano, top!

E infine Trento e Bolzano, città che conosco bene ormai, visitate più volte e sempre piacevoli. A Trento c’è il MUSE, il Museo della Scienza che va visto, il centro storico è delizioso, è una città elegante che propone un mix di storia e cultura in un fantastico scenario naturale. Noi ci siamo stati anche in inverno, a fine novembre, a visitare i mercatini di Natale, un week end molto suggestivo e piacevole.

Bolzano è una città in cui respiri la cultura tedesca e non solo per la parlata dei suoi abitanti. È circondata dai monti, un luogo molto affascinante; rispetto a Trento è più città, a mio modo di vedere, è molto piacevole passeggiare nel centro e offre molti spunti culturali.

E da qui in poi solo montagna, natura, boschi, camminate!!!!!!!!!! Buon viaggio

Instagram